Analisi tecniche e fasi costruttive
Le analisi realizzate in occasione del restauro svolto tra il 1991 e il 1992 hanno permesso di conoscere la struttura interna di questo complesso manufatto.
Si è osservato che la statua della Madonna è stata modellata partendo da un'armatura di cilindri in terracotta, infilati su bastoni di legno, attorno ai quali sono state scolpite le prime forme con una malta a base di calce e sabbia del Ticino. Al di sopra di questo primo strato grossolano, detto abbozzo, le analisi hanno rivelato la presenza di tre differenti situazioni:
- uno strato di stucco bianco finale;
- uno strato di semifinitura a base di cocciopesto, ricoperto da stucco bianco;
- uno strato di semifinitura, a cocciopesto, ricoperto da un grosso strato di malta e sopra ancora lo stucco bianco finale.
Le fasi costruttive che possono aver caratterizzato la statua della Madonna di Piazza Grande non sono facili da comprendere e non vi è un'unica ipotesi riguardo al modus operandi degli artisti che lavorarono a quest'opera.
Prima ipotesi: l'autore cominciò a modellare una statua più piccola dell'attuale, che avrebbe dovuto essere costruita con tre diversi strati (l'abbozzo, il cocciopesto e lo stucco) e che sarebbe stata destinata ad essere esposta all'aperto, in quanto la malta a cocciopesto è particolarmente resistente. Per un ripensamento in corso d'opera, lo scultore dovette ingrandire la statua in alcuni punti ed aggiunse così altra malta sopra le strato di cocciopesto. Sopra questi punti e su quelli non ancora finiti al momento del "ripensamento", e perciò privi dello strato intermedio di cocciopesto, l'autore applicò lo stucco finale.
Seconda ipotesi: la statua venne modellata, ma non finita, da un autore che usava la tecnica dei tre strati e fu terminata da un altro scultore che utilizzò invece il metodo classico dei due strati, l'abbozzo e lo stucco.